Seguendo il filo di Arianna. Un tragitto fenomenologico esistenziale nel labirinto della pandemia

Relatore: prof. Giulio Fontò, psicologo e psicoterapeuta

La sofferenza, il disagio, le fatiche, i drammi causati dalla pandemia continuano a risultare imprevedibili e difficilmente governabili. I piani di controllo, le cure e gli aiuti prodotti richiamano a un’umanità “in ginocchio”, attaccata a speranze di risoluzione le cui manifestazioni tardano a venire, in un’alternanza di stati d’animo dove predominano confusione, tensione e diffidenza. 

In questo panorama è davvero difficile “tenere il filo”: per alcuni infatti gli eventi tragici come un ricovero improvviso, un lutto, una perdita importante o un fallimento lavorativo, una distanza affettiva o anche solo il clima surreale, allagano la quotidianità emotiva a un punto tale da sentirsi immersi, come nel sonno, in un incubo così inquieto e angosciante da cancellare per molti attimi il ricordo di ciò che era, di ciò che eravamo. E ci si trova quindi smarriti, sballottati tra forti rivendicazioni nostalgiche a “tornare a prima”, a flebili richiami a osare la ricerca di terre “nuove” per le proprie esistenze, individuali e collettive.

Nel mezzo di questa terribile esperienza ci proponiamo, sotto la guida di Giulio Fontò, di non perdere il filo, ma anzi di mantenere viva la consapevolezza sulle complesse sfaccettature di questa crisi pandemica, che in più di una occasione, e da più voci, è stata ormai riconosciuta come una vera e propria crisi di sistema, che ha scoperchiato tutte le contraddizioni di un mondo della vita sempre più drammatico per la natura umana. È dalla lucida consapevolezza del “naufragio” e delle sue cause che è possibile individuare un “tracciamento” di salvezza che fondi le proprie ragioni nelle radici stesse della natura Umana e delle sue manifestazioni esistenziali: il ritrovamento del senso etico, il valore della fragilità umana, la propensione ontologica alla cura, la centralità della vita emotiva e del sentimento della compassione dentro la coscienza tragica dell’esistenza. Su questi fondamenti dovrà radicarsi la psicoterapia e la sua ambizione di accompagnare l’uomo nell’eterno compito di ritrovare se stesso.

Il percorso formativo si declina in 7 lezioni registrate:

1) La crisi originata dalla pandemia e la prospettiva di un nuovo Umanesimo
2) La rottura dell’equilibrio Natura – Cultura
a: la crisi del sapere scientifico-tecnico e il ritrovato valore del sapere pratico- Etico
3) La psicoterapia nell’orizzonte di una Cura centrata sulla natura dell’esistenza
4) Nuove prospettive di senso e di cura nell’epoca della fragilità e dell’insicurezza
5) L’intenzionalità delle Emozioni – Fenomenologia delle emozioni primarie
6) Il sentimento della Compassione e la condizione tragica dell’esistere
7) Sulla Vulnerabilità: fondamento per una psicoterapia esistenziale-Inattuale

Durata di un singolo incontro: 1 ora e 45 minuti

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